Cina - Hanfu

Qipao: il vero vestito tradizionale cinese?

Indice

Tutti noi abbiamo bene in mente il vestito tradizionale cinese.

Gli abbiamo visti indosso ad attori cinesi durante film storici e persino indossati da persone importanti durante eventi formali.

Il Qipao 旗袍 per le donne e il Changshan 长衫 per gli uomini sono due degli elementi cinesi in assoluto più riconoscibili agli occhi di un occidentale.

Qipao e Changshan

Cina - ragazza con Qipao

Al giorno d’oggi il Qipao – così viene chiamato il lungo vestito attillato – è indossato da numerose donne sul posto di lavoro, come nel caso delle hostess di volo e questo lo rende anche il primo elemento della cultura cinese che uno straniere vede, quando intraprende un viaggio in Cina.

Il Changshan è invece la tipica camicia generalmente di colore scuro indossata dagli uomini, che prima dell’arrivo della moda occidentale, veniva utilizzata anche come abito formale.

Il Qipao, che viene anche chiamato Cheongsam, è il caratteristico abito riservato alle donne. Lungo e attillato talvolta da togliere il fiato, è generalmente molto colorato e ricamato con fiori o disegni che richiamino elementi cinesi.

Questo vestito, divenuto popolare negli anni 20 a Shanghai e adottato poi in tutta la Cina è la naturale evoluzione dei vestiti cinesi della dinastia Qing, durante la dominazione Manchu.

Adottato da tutte le donne come abito da usare in ogni occasione, fù abbandonato durante la rivoluzione culturale, additato come troppo borghese e di ispirazione occidentale. Ad oggi il Qipao è tornato di moda in Cina e utilizzato in eventi formali, sul posto di lavoro in alcuni tipi di impieghi e durante eventi ufficiali.

La storia del Changshan ha origini comuni a quella del Qipao e venne Imposto dai Manchu a tutti gli uomini nel 1636. Indossato per secoli anche dopo che l’obbligo fu abolito pochi anni dopo, venne riservato ai soli ufficiali del governo e tramutato in un abito elegante per le cerimonie in seguito.

Han e Manchu

In Cina convivono 56 gruppi etnici tra i quali quello degli Han è il più numeroso – 92% della popolazione cinese – rendendo di fatto gli altri gruppi minoranze etniche.

Ma nonostante l’etnia Han sia la più numerosa,La storia della Cina degli ultima 400 anni ha visto protagonista l’etnia dei Manchu, una delle minoranze etniche che oggi conta appena meno dell’1% della popolazione totale della Cina e che prese il comando dominandola fino al 1912.

I Manchu imposero a tutta la popolazione i loro costumi, i loro abiti, persino un taglio di capelli, a testimonianza del loro dominio.

Da qui l’uso del Qipao per le donne e del Changshan per gli uomini, che nelle loro rispettive evoluzioni moderne, hanno rappresentato i vestiti tradizionali cinesi agli occhi degli occidentali.

Ma per quanto al giorno d’oggi sia comune vederli ovunque, il Qipao e il Changshan hanno storie differenti e sono in molti in Cina a non esserne particolarmente affezionati, ritenendo che entrambi non rappresentino la cultura della Cina in maniera adeguata.

Per questo motivo sempre più cinesi di etnia Han hanno iniziato a indossare orgogliosamente un abito antico che per anni era scomparso: lo Hanfu.

Hanfu: l’abito degli Han

Cina - Ragazza con Hanfu

L’hanfu 汉服, letteralmente il vestito degli Han, non ha molto da spartire con il Qipao, o perlomeno non con la sua recente versione a cui siamo abituati. Niente a che vedere con il vestito aderente e sinuoso che vediamo oggi indossare dalle hostess di volo o dalle modelle; l’Hanfu appare come un vestito ampio e comodo.

I suoi colori, così come l’ampiezza delle sue maniche o la lunghezza delle stoffe hanno subito diverse modifiche attraverso le dinastie che si sono succedute, fino alla dinastia Qing, quando l’Hanfu è uscito momentaneamente di scena.

Un’altra peculiarità di questo vestito è che veniva indossato indistintamente da uomini e donne.

L’Hanfu consisteva in una tunica lunga fino al ginocchio, che proseguiva in una gonna lunga fino alle caviglie, tenuta su con una fascia legata in vita. I colori variavano tra le tonalità dell’azzurro, dell’arancione, del verde e del bianco.

Hanfu oggi

Nonostante l’Hanfu sia un vestito di secoli fa, sono in diversi oggi a indossarlo.

Non è raro infatti imbattersi in gruppetti di ragazzi che indossano l’Hanfu, per strada o in metropolitana, diretti magari in qualche parco cittadino per fotografarsi a vicenda e postare le foto sui social networks. Sembra per tutti un qualcosa di assolutamente normale e a stupirsi siamo solo noi stranieri.

Ma questi giovani ragazzi non sono gli unici e la ragione per cui questo abito è tornato a essere indossato non è soltanto quella di sfoggiarlo per puro divertimento.

Donne e uomini di ogni età amano indossare l’Hanfu, indossandolo per recarsi addirittura sul posto di lavoro. Per molti, vestire un abito così antico che gli definisca non solo in quanto cinesi ma soprattutto in quanto Han è motivo di orgoglio.

Il forte senso di appartenenza, fortificato da secoli di oppressione dovuti al dominio della dinastia Qing, ha trasformato questo vestito in un simbolo, dotandolo di un forte significato nazionalista ed etnonazionalista.

Ma non tutti si sentono orgogliosi nello sfoggiarlo.

C’è anche chi crede che indossare tanto orgogliosamente un abito, simbolo di un’etnia, significhi in qualche maniera svalutare le altre minoranze che compongono il paese.

Se da un lato l’Hanfu infatti restituisce dignità a un popolo che ha dovuto sopportare privazioni e angherie, dall’altro strizza l’occhio – per alcuni – a un nazionalismo legato al concetto di un’unica etnia che più di tutte rappresenta il popolo cinese, che in questo caso viene esaltata e innalzata sopra le altre.

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